Altra medicina

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altra medicina

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Il termine altra medicina, pur essendo usato spesso per definire una particolare forma dell’arte di curare, è forse uno dei meno indicati a descrivere il complesso di conoscenze sottostanti. Più corretto appare, infatti, il termine di Medicina biologica, che fa notare il carattere non invasivo e complementare alla medicina ufficiale. All’ altra medicina si rimproverano ingiustamente una mancata validazione e un antagonismo rispetto ai trattamenti convenzionali. Questo rimprovero è spesso un mero pregiudizio culturale. Molti dei trattamenti impegnati dalla altra medicina sono molto antichi e pertanto validati dal tempo prima che dalle ricerche.

Una metodica che non funziona, può sopravvivere al massimo pochi decenni ed è in seguito eliminata. Alcuni dei metodi indicati dalla altra medicina invece perdurano da millenni. La trasmissione lunga e ininterrotta di un metodo è possibile solo in caso di una certa validità di ciò che è trasmesso. Negli ultimi cinquanta anni la ricerca scientifica moderna ha consolidato inoltre molte affermazioni dell’ altra medicina. Se si chiede invece il curriculum vitae dei detrattori dell’ altra medicina, si osserva che la loro maggioranza non ha mai pubblicato alcuna ricerca scientifica che dimostri il non funzionamento delle cure alternative. L’esperto per qualificarsi tale dovrebbe avere una minimo di formazione e esperienza. Trasmissioni televisive e articoli su massa media con contenuti contro la pratica della altra medicina sono troppo spesso in relazione con personaggio che hanno nel loro curriculum innumerevoli meriti tranne quello di aver esperienza di altra medicina. Altrettanto discutibile sul piano etico e scientifico è la consuetudine nei detrattori dell’ altra medicina di aver interessi economici più o meno trasparenti in relazione alla medicina farmacologica. La parola “alternativa” è poco indicata anche per la possibilità di queste cure di integrarsi bene con la medicina ufficiale e accademica. La altra medicina è spesso associabile alla terapia con i farmaci e dove fosse necessario alla chirurgia, sempre che sia un medico esperto a eseguire diagnosi e trattamenti. Un’ antagonismo tra medicina dei farmaci e altra medicina è superato dalla possibilità di affiancare i metodi di cura a beneficio dei pazienti. L’ altra medicina contribuisce in modo rilevante al benessere del malato al quale non dovrebbe essere precluso questo strumento di terapia. L’alta tollerabilità dei metodi di cura rende la altra medicina apprezzata e riconosciuta in molti paesi. La conoscenza sulle vaste possibilità di curare la malattia cresce insieme agli operatori impegnati nella ricerca e negli ambulatori. La collaborazione al fine di comprendere meglio il mondo complesso della sofferenza è l’unico atteggiamento auspicabile per la medicina del futuro.

La pratica di altra medicina richiede, esami clinici, valutazione dei sintomi e delle cause, diagnosi, conoscenza dei rimedi adatti al paziente, conoscenza di tutte le altre forme di terapia per la quali la altra medicina possa costituire terapia esclusiva o integrazione. Pertanto somministrare altra medicina è atto medico e deve essere esercitato da un medico competente. L’ iscrizione presso l’ Ordine dei Medici e presso i Registri dei medici che praticano la altra medicina, tutti predisposti e consultabili presso l’Ordine sono una indicazione sulla qualità della formazione ricevuta dell’operatore. La altra medicina non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale. Al contrario la altra medicina stabilisce con esse una virtuosa sinergia e una straordinaria opportunità anche a livello di prevenzione.