Mela e muscoli

Mela e muscoli

Mela AFT4 Muscoli

Mela AFT4 Muscoli

La mela è un dotato di notevoli proprietà benefiche per la salute inclusa una una sostanza che contrasta l’atrofia dei muscoli, come afferma uno studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry.  La perdita di massa muscolare in eta’ avanzata e’ determinante nella insorgenza di patologie anche gravi. Infatti nella massa muscolare è conservato il glicogeno ovvero il “bancomat” energetico per la conservazione della vita e per il contrasto della malattia. La perdita dei muscoli nei pazienti anziani è causata dalla carenza di una proteina denominata ATF4. La carenza di ATF4 è in grado di far “morire di fame”  le cellule muscolari che non ricevono piu’ le proteine loro necessarie. La buccia della mela contiene l’ acido ursolico, una delle due sostanze che concorre alla formazione della proteina ATF4, che contrastano appunto la perdita di tonicità da parte del muscolo. L’altra sostanza che correre alla formazione di AFT4 è la tomatidina, disponibile a livello nutrizionale  nei pomodori verdi.  Leggi tutto...

Osteoporosi e nutrizione clinica

Osteoporosi e nutrizione clinica

osteoporosi

osteoporosi

La nutrizione clinica è utile nell’ osteoporosi per applicare le strategie alimentari idonee a evitare un eccesso di acidita metabolica. Per osteoporosi si intende una malattia per cui lo scheletro diviene fragile e dunque soggetto ad un maggiore rischio di fratture. La fragilità avviene in seguito alla diminuzione di massa e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa. Si distingue una osteoporosi primaria da una osteoporosi secondaria ovvero quella che appare come sintomo correlato ad un’altra patologia. L’ osteoporosi primaria evidenzia un aumento di incidenza considerevole rendendo la prevenzione di questa patologia essenziale per il singolo come per i piani di sanità pubblica. Le linee guida di medicina convenzionale per l’ osteoporosi basano l’approccio a questa malattia prevalentemente sull’assunzione di calcio e vitamina D, estrogeni, bifosfonati. Non è raro, purtroppo, che queste strategie terapeutiche non ottengano i risultati sperati, principalmente a causa di situazioni endocrino-metaboliche che possono limitarne l’efficacia. La struttura ossea è composta da tessuto connettivo fortemente mineralizzato, attraversato dai necessari dotti sanguigni e linfatici. Della sostanza organica presente nell’osso, costituita in gran parte da collagene, fanno parte anche le cellule ossee, coinvolte nella varie fasi del metabolismo osseo. Queste cellule si suddividono in due fondamentali categorie:

1) Osteoclasti, cellule responsabili della scomposizione ossea
2) Osteoblasti, cellule responsabili della composizione ossea

Il prevalere dell’attività di una delle due tipologie di queste cellule è il principale fattore in grado di differenziare le fasi di crescita, mantenimento rimodellamento o demineralizzazione dello scheletro. Il massimo livello di densità ossea è solitamente raggiunto intorno ai vent’anni d’età, mentre dopo i trenta inizia di norma la sua diminuzione. Il rimodellamento osseo non solo è funzionale alla rigenerazione del tessuto ed all’adeguamento della struttura scheletrica alle sollecitazioni meccaniche a cui sia sottoposto, ma è altresì implicato nell’omeostasi del calcio, trovandosi nel tessuto osseo la principale riserva di calcio dell’organismo.  Leggi tutto...

Fibromialgia e nutrizione clinica

Fibromialgia e nutrizione clinica

fibromialgia

fibromialgia

La nutrizione clinica coadiuva il trattamento della fibromialgia con strategie alimentari idonee a contrastare l’infiammazione cronica. La fibromialgia è una malattia caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità. Le zone maggiormente impegnate da fibromialgia sono: la colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, le braccia, i polsi e le cosce. I pazienti lamentano oltre al dolore cronico, anche disturbi dell’umore, insonnia e astenia. Il dolore della fibromialgia è episodico e migrante, ovvero affligge periodicamente settori diversi della muscolatura. La fibromialgia è più frequente in pazienti di sesso femminile in età adulta anche se sono possibili casi di fibromialgia a tutte le età e in ambo i sessi. Spesso la diagnosi arriva tardivamente perché il quadro sintomatologico può essere erroneamente interpretato come ansia o ipocondria. La sensibilità elevata per il dolore, l’astenia frequente, possono determinare la persona affetta da questa patologia una alterazione delle relazioni di lavoro e della vita affettiva. Le cause della fibromialgia non sono ancora ben definite, ma si osserva una relazione con uno stato di stress continuato nel tempo, con il clima umido e freddo, con una alimentazione errata e con la sindrome dismetabolica. Per quanto riguarda l’eziologia dolorosa della malattia, si discute anche un ruolo della neurotrasmissione. La diagnosi viene posta tramite la visita medica e la palpazione di trigger points nei pazienti con episodi di dolore sine materia, migrante che perdura da oltre tre mesi. Sono necessari alla diagnosi sopratutto gli accertamenti strumentali per distinguere la fibromialgia da patologie reumatiche, articolari e autoimmuni. Esistono infatti molte malattie che possono emulare i sintomi della fibromialgia e che meritano altra considerazione e terapia. Per quanto riguarda la fibromialgia non esiste un protocollo di terapia convenzionale ben definito. A livello famacologico vengono prescritti antinfiammatori e miorilassanti. Alcuni prescrivono antidepressivi o cortisonici, ma questi farmaci debbono essere verificati e usati con estrema cautela.  Leggi tutto...

Poliartrite e nutrizione clinica

Poliartrite e nutrizione clinica

Poliartrite

Poliartrite

La nutrizione clinica contribuisce a contenere la risposta infiammatoria ed è utile associarla nel trattamento della poliartrite. La poliartrite infiammatoria cronica, comunemente chiamata artrite reumatoide, trova la sua causa in processi autoimmuni. Si differenzia dall’ artrosi sopratutto per la fenomenologia autoimmune. Di poliartrite sono più colpite le donne e il numero dei casi aumenta con l’ età. La sinovia, una membrana di origine mesenchimale è il bersaglio dei processi autoimmuni della poliartrite. In una prima fase della malattia cresce in spessore e comincia a erodere perifericamente la cartilagine. Arrivata successivamente a contatto con l’ osso, erode anche questo. Generalmente la poliartrite coinvolge le piccole articolazioni in particolare le mani. Quando la infiammazione coinvolge i tendini e allora si avranno manifestazioni cliniche diverse: “il dito a collo di cigno”, “il dito a bottone in occhiello” oppure “dito a martello”. la poliartrite è sistemica quindi può coinvolgere anche altri organi e apparati. Tipici sono i noduli reumatoidi, superficiali o profondi, che possono formarsi anche a livello polmonare. Ci può essere fibrosi polmonare, pleurite o pleuropericardite. Si chiamano malattie autoimmuni quelle denotate dalla produzione di anticorpi contro lo stesso organismo affetto dalla malattia.  Leggi tutto...

Gomito tennista e dieta

Gomito tennista e dieta

Gomito tennista

Gomito tennista

Nel gomito tennista è utile una dieta calibrata volta a contenere l’infiammazione cronica applicando strategie idonee nella gestione del cibo. Si tratta di una metodica complessa integrata in una terapia che non si deve concludere solo come atto terapeutico locale. L’impiego di una dieta coerente è particolarmente importante in tutte le patologie degenerative e infiammatorie delle articolazioni che provocano dolore e disfunzione. Il gomito tennista è spesso dovuto ad un’ epicondilite ovvero un’infiammazione dell’articolazione e in particolare dei suoi tendini. Si tratta d una patologia dolorosa  conosciuta anche con la denominazione comune di gomito tennista, poiché colpisce frequentemente questa categoria di sportivi.Tuttavia, il gomito tennista non colpisce solo questa categoria di sportivi ma riguarda anche chi per motivi professionali o amatoriali impegna in uno sforzo continuato e statico l’articolazione del gomito, come un dattilografo, un pianista, uno scrittore, un informatico che usa mouse e tastiera. Si tratta di un disturbo di carattere invalidante per le complesse funzioni motorie nelle quali è coinvolto il gomito. Senza una giusta terapia, il gomito tennista può cronicizzare ingenerando un limite considerevole delle funzioni articolari. La diagnosi di gomito tennista è prevalentemente clinica, anche se si adottano in supporto un’ ecografia e un esame radiologico; quest’ultima però si positivizza solo in caso di calcificazioni.   Leggi tutto...

Dolore alle anche e dieta

Dolore alle anche e dieta

dolore alle anche

dolore alle anche

Per il dolore alle anche la dieta risulta utile per modificare i comportamenti alimentari che favoriscono le infiammazioni e per ridurre eventuali carichi ponderali eccessivi. Si tratta di una metodica complessa integrata in una terapia che non si deve concludere necessariamente solo con una prescrizione nutrizionale. La dieta coerente può ridurre il carico farmacologico e migliorare i risultati della terapia. Nel dolore alle anche è spesso implicata l’ artrosi come una degenerazione delle anche che coinvolge prima la cartilagine e successivamente le parti ossee dell’articolazione. L’usura della cartilagine e progressivamente dell’articolazione compromette la normale deambulazione e comporta dolore. Si distinguono due forme di artrosi delle anche: una primaria e una conseguenza di altri eventi clinici come la displasia dell’anca, i traumi o alla necrosi asettica della testa del femore. Lo strato di cartilagine che riveste il contatto tra le parti ossee dell ‘anca si assottiglia progressivamente fino a evidenziare disfunzione. L’osso non più protetto dall’elasticità meccanica della cartilagine si deforma e produce osteofiti, escrescenze a forma di becco che limitano il movimento. La retrazione dei muscoli coinvolti nel processo infiammatorio cronico determina una caratteristica postura dell’individuo affetto da dolore alle anche. Il sintomo più caratteristico delle patologie nelle anche è il dolore, causato da infiammazione. La ridotta funzionalità articolare è un sintomo che colpisce successivamente i malati. Il dolore alle anche può determinare la flessione del bacino in rotazione esterna, una limitazione dolorosa dei movimenti con risentimento funzionale e una zoppiaLeggi tutto...

Alimentazione, sport e trauma

L’ alimentazione è utile nel trattamento del trauma nello sport, per stabilire un regime alimentare favorevole al recupero della massa muscolare e delle cartilagini. La alimentazione coerente con il paziente è priva di effetti collaterali indesiderati. La alimentazione utilizza il cibo come cura e somministra un regime alimentare coerente con la diagnosi del paziente.Alimentazione, sport e trauma Si tratta di una metodica complessa integrata in una terapia che non si conclude ma include la alimentazione. L’ infiammazione residuale, il dolore e la ridotta funzione sono gli esiti più comuni dopo trauma nello sport. Il loro recupero oltre a terapia specifica richiede una nutrizione idonea. L’ infiammazione, il dolore e la ridotta funzione sono un meccanismo di difesa aspecifico, che costituisce una risposta biologica tesa a evitare nuovo trauma prima di aver terminato il complesso lavoro di recupero. Gli esiti del trauma nello sport sono modulati e controllati da sostanze endogene ovvero i mediatori biochimici della flogosi. La terapia degli esiti del trauma nello sport considera anche una nutrizione coerente tale scopo. Gli esiti di un trauma nello sport possono essere causati o causa di una condizione generale di fragilità che merita di essere inclusa nel trattamento. Nel contesto di una terapia sistemica del trauma nello sport è necessario valutare la necessità di un riabilitazione muscolare e delle cartilagini. Per la riabilitazione fisico motoria con attività nello sport programmata dal medico e alimentazione è necessaria in caso di carenza dei tessuti indicati documentata dalle analisi. La massa muscolare, o in inglese Skeletal Muscle Mass e il collagene possiedono dei valori minimi per garantire efficienza nello sport e prevenire l’eventualità trauma:

massa muscolare al 35% della massa magra FFM per le donne massa muscolare al 40% della massa magra FFM per gli uomini massa magra degli arti al 30%della massa magra FFM per le donne massa magra degli arti al 35%della massa magra FFM per gli uomini ECMprotein Extracellular matrix protein o collagene minimo 2 kg

L’analisi della composizione corporea permette di misurare con precisione i comparti indicati, parametri fondamentali per calibrare tipologia e densità dello sport oltre alla alimentazione per ogni singolo paziente.  Leggi tutto...

Alimentazione e trigemino

Nella nevralgia del trigemino un’ alimentazione coerente è idonea a contenere l’infiammazione e il dolore. L’inserimento in una strategia nutrizionale controllata e personalizzata per i pazienti con dolore è una metodica complessa integrata in una terapia che non si deve concludere solo con la nutrizione. trigemino e alimentazioneAdottare un’ alimentazione coerente è particolarmente importante in tutte le patologie degenerative e infiammatorie che provocano dolore e disfunzione. L’ alimentazione non è solo necessaria per ottimizzare il peso, ma sopratutto per contenere la risposta infiammatoria. Un’ alimentazione coerente può ridurre il carico farmacologico e migliorare i risultati della terapia. Si consiglia però di associare alimentazione coerente ad ogni altra terapia per tutte le condizioni connesse a dolore. La nevralgia del trigemino è un intenso dolore al volto che coinvolge anche occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, denti e mucose orali. Il dolore del trigemino è violento e procede per impulsi improvvisi. Si manifesta nell’area di distribuzione di un nervo sensitivo, ma al contrario di quanto accade nella neurite, spesso senza evidenti alterazioni morfologiche del nervo stesso. La nevralgia del trigemino è considerata da molti tra le condizioni più dolorose che può patire un essere umano. Il trigemino è un nervo cranico, responsabile della sensibilità e del dolore a livello del volto. Il trigemino è implicato anche nella funzione motoria della masticazione, ma non nell’espressione del volto. Le cause della nevralgia del trigemino non sono perfettamente indagate ed esistono svariate teorie per spiegare questa sindrome dolorosa: il danneggiamento della guaina mielinica del nervo, la compressione del nervo causata da altre strutture anatomiche, neoplasie, traumi, stress emozionale, intossicazioni e danni neurologici.

Quando non si riesce a identificare una causa, la nevralgia del trigemino è chiamata idiopatica. Gli episodi di dolore si verificano in modo imprevedibile, scatenati da attività comuni e colpiscono generalmente un lato del volto.  Leggi tutto...

Alimentazione e terapia del dolore

Nella terapia del dolore è utile impostare anche l’alimentazione per favorire quelle strategie atte ad abbassare l’infiammazione cronica. L’ alimentazione valuta le interazioni tra regime nutrizionale, secrezioni ormonali e risposta immunitaria. Le interazioni tra alimentazione, sistema endocrino, e sistema della difesa sono applicate vantaggiosamente nella terapia del dolore.Alimentazione e terapia del dolore Pertanto l’ alimentazione coerente inizia con la valutazione delle abitudini alimentari applicate dal paziente e tramite un indagine strumentale ovvero l’analisi della composizione corporea. Il sistema informatico connesso al paziente tramite bioimpedenziometria è in grado di calcolare un numero elevato di parametri idonei a definire la situazione del paziente. Successivamente il GL (Glicemic Load) e il PRAL (Potential Renal Acid Load) sono la base per la costruzione di un’alimentazione idonee a attivare retroazioni ormonali, immunitarie e regolative favorevoli alla gestione delle infiammazione e del dolore. La curva di risposta metabolica in un individuo nell’arco delle ventiquattro ore è la premessa per una strategia nutrizionale personalizzata e mirata sia al benessere sia alla correzione dei processi infiammatori. La cura del dolore risente dello stile alimentare praticato. Una delle caratteristiche fondamentali dell’ alimentazione coerente è la rilevazione strumentale dei parametri metabolici, della composizione corporea del soggetto preso in esame. Un alto livello di precisione ed efficienza nella valutazione della funzione metabolica permettono di definire la circadianità per la nutrizione per il paziente. L’ alimentazione coerente è un metodo basato sul calcolo del carico glicemico, i valori nutrizionali degli alimenti e la loro risposta sull’equilibrio acido base. La terapia del dolore tramite alimentazione coerente comporta per il paziente un’attenzione ai seguenti parametri indicati dall’esame:

cosa mangiarea che ora mangiare l’alimento indicatoil massimo di quantità consentita dell’alimento indicatoil minimo di quantità consentita dell’alimento indicatola quantità d’acqua da assumere in ventiquattro oreeventuale integrazione di nutrienti carenti

Alimentazione e salute sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, immunitari e metabolici.  Leggi tutto...

Alimentazione e formicolio

Per il formicolio è utile la alimentazione in associazione ad una terapia specifica, per applicare strategie alimentari idonee a contenere la risposta infiammatoria cronica. Si tratta di una metodica complessa integrata in una cura che non si deve concludere con la sola prescrizione di una alimentazione. La alimentazione è importante in tutte le patologie degenerative con tendenza alla cronicizzazione. Il formicolio è caratterizzato da una sensazione di intenso dolore connesso ad un traumatismo, infiammazione o degenerazione di un nervo. Il dolore del formicolio si può proiettare nel distretto connesso al nervo impegnato. Al dolore sono generalmente associate il formicolio, ovvero un sensazione associata talvolta a difficoltà motorie. La sintomatologia dolorosa nel formicolio è spesso unilaterale, ma può esprimersi anche bilateralmente. Alimentazione e formicolioIl formicolio può dipendere da una patologia del nervo corrispondente o apparire come sintomo di una altra malattia che lo determina. La diagnosi di un medico è pertanto sempre necessaria e precorre qualsiasi trattamento. Il formicolio degli arti inferiori è talvolta un sintomo che accompagna la sciatica, in altre parole una patologia infiammatoria del nervo sciatico. La sciatica è causata spesso dalla compressione del nervo a livello lombare magari in seguito ad una protrusione del disco intervertebrale corrispondente. Altre cause di formicolio dello sciatico includono la stenosi del canale vertebrale, una condizione nella quale il canale vertebrale si restringe determinando una sollecitazione meccanica. La sciatica può essere altresì causata per la tensione muscolare e la compressione vertebrale conseguente a un carico improprio della colonna. La diagnosi corretta della situazione nella quale si trova il paziente affetto da formicolio precede ogni trattamento. Per la diagnosi si ricorre agli esami radiografici, la risonanza magnetica, la elettromiografia e gli esami di laboratorio. La cura convenzionale delle formicolio impegna terapia farmacologica analgesica, antinfiammatoria, miorilassante, immonosoppressiva o cortisonica a secondo dei casi. Alcune pazienti con formicolio richiedono per cura della loro causa, tecniche di tipo chirurgiche al fine di ripristinare la salute.  Leggi tutto...